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Certificazioni

Certificato Tracciabilità

Certificazione TF

Il sistema di tracciabilità di Itf:  

“Per noi era ed è fondamentale fornire una informazione chiara, corretta, trasparente, così da permettere ai consumatori di effettuare scelte d’acquisto pienamente consapevoli”.

 

Certificato MANIFATTURA CRESPI

Cosa significa tracciabilità?

La tracciabilità è un vero e proprio “passaporto” del prodotto che serve a fornire al consumatore l’indicazione del luogo dove è avvenuta la lavorazione delle fasi principali del prodotto che sta acquistando.

Il sistema di tracciabilità  volontario per il sistema moda di ITF prevede che le informazioni relative all’origine delle lavorazioni siano riportate in etichetta insieme all’indicazione di un codice alfanumerico che permetterà al consumatore di ripercorrere la storia del prodotto che ha acquistato facendo una semplice verifica su internet nel sito di ITF www.itfashion.org.

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Quali sono i requisiti per ottenere la certificazione?

Si tratta fondamentalmente di quattro requisiti:

1. disporre di un sistema organizzativo e documentale tale da dimostrare il luogo dove sono avvenute le lavorazioni; 2. realizzare tutte le sotto-fasi di ciascuna fase di lavorazione, ad eccezione della filatura,  in uno stesso paese;

3. utilizzare l’etichetta con le indicazioni obbligatorie previste;

4. assoggettarsi alle verifiche e superarle con esito positivo.
Può un’azienda aderire al sistema, se i suoi fornitori non lo sono? 

E’ indispensabile, trattandosi di un sistema che traccia la filiera, che aderiscano al sistema anche i fornitori a monte.

Possono aderire le imprese che hanno delocalizzato?

Si, purché tutte le sotto-fasi di una delle fasi previste dal modello, ad eccezione della filatura, siano realizzate nello stesso Paese.

Il sistema è rivolto solo alle imprese italiane?

Possono aderire tutte le imprese iscritte alle Camere di Commercio e che quindi hanno la loro sede legale in Italia.

Che vantaggio ha l’impresa?

Aderendo al sistema, le imprese possono qualificare il proprio prodotto differenziandolo da quello convenzionale.

A chi sono affidati i controlli?

A strutture del sistema camerale che hanno stipulato apposito accordo con Itf. L’esito della verifica viene inviato al Comitato di certificazione istituito da Itf a garanzia dell’indipendenza e terzietà del sistema. Fanno parte del Comitato di Certificazione, rappresentanti delle Associazioni di categoria del settore, sindacati, Associazione dei consumatori.

In caso di inosservanza di quanto previsto dal sistema, a cosa va incontro l’impresa?

Sono previste sia delle sanzioni di carattere “morale”, cioè l’ammonizione, la sospensione e la revoca della certificazione, sia, nei casi più gravi, sanzioni pecuniarie.

A queste ultime, inoltre, può aggiungersi l’obbligo di far pubblicare su un quotidiano o una rivista specializzata, l’estratto del provvedimento disciplinare (a discrezione del Comitato di Certificazione).

Quali sono i vantaggi per il consumatore? 

E’ nel programma di Itf una campagna per informare i consumatori sul sistema.

Va comunque sottolineato che Itf è un’ Associazione di enti pubblici che ha tra i propri compiti istituzionali la creazione di strumenti che possano sostenere le imprese nel loro agire quotidiano, creando le condizioni per poter operare al meglio. Questa iniziativa va in questa direzione ma è del tutto evidente che il suo successo dipenderà, in misura determinante, dal coinvolgimento e dal sostegno delle imprese stesse e delle loro Associazioni.
Il sistema di tracciabilità è uno strumento di difesa del “Made in Italy”?

No, è uno strumento di trasparenza nei confronti del consumatore teso a consentirgli di fare acquisti consapevoli. Solo indirettamente, quindi, può essere interpretato come strumento di tutela delle nostre produzioni.
Come si configura rispetto ad altre iniziative simili?

Il nostro modello è indipendente rispetto ad altre iniziative simili ed ha il plus di essere garantito dal sistema camerale. Ciò non toglie che possano essere verificate eventuali compatibilità con analoghe iniziative.
Se dovesse essere approvato il “Made in” in Europa, la tracciabilità sarebbe superata o addirittura potrebbe essere in contrasto?

Assolutamente no! Il “Made in”, infatti, è basato sulle regole di origine di carattere doganale (ultima lavorazione sostanziale) mentre il sistema di tracciabilità vuole tracciare tutta la filiera e dare al consumatore informazioni aggiuntive di dove sia stata svolta ciascuna fase di lavorazione. Si tratta certamente di un’informazione più approfondita e articolata che tutela l’utilizzatore finale.